Come presentarsi ad un colloquio di lavoro

da Dic 18, 2019Lavoro

Hai mandato il tuo curriculum vitae a 2.387 aziende e finalmente ti hanno contattato per un colloquio, ora però stai iniziando a tremare dall’ansia perchè non sai come presentarti ad un colloquio o hai paura di fare brutta figura. Non temere, il colloquio di lavoro non è niente di così preoccupante, ad ogni modo occorre sapere come presentarsi bene per superare la loro selezione ed accaparrarsi il ruolo.

7 consigli per presentarsi al meglio ad un colloquio di lavoro

Ho selezionato tantissimi curriculum e tantissime persone nel corso della mia esperienza lavorativa, quindi tutti i consigli che ti sto dando non te li sto dando come dipendente e collega, bensì come arruolatore.
Ogni datore di lavoro ricerca la figura di riferimento che meglio gli aggrada, però ci sono 7 consigli che posso darti, che fossi in te li considererei come delle regole intransigenti. Considerali come dei comandamenti, nel momento in cui ti presenti ad un colloquio sappi che dovrai rispettare questi comandamenti per riuscire a superare la selezione nel miglior modo possibile.

Secondo la mia esperienza ti posso dire che se metti in atto quanto ti dico sarai già una spanna avanti rispetto ai tuoi colleghi che stanno cercando di rubarti il posto. Molte persone infatti sottovalutano questi punti, quindi seppur banali ma non rispettati, faranno di te uno più sveglio e in gamba.

1. Puntualità

Se c’è una cosa che odio al mondo è il ritardo delle persone. Noi italiani poi siamo l’emblema del ritardo. Trovami un italiano che non sia in ritardo e subito si appioppa la frase “puntuale come un orologio svizzero.”
Il ritardo è il peggior biglietto da visita che tu possa mai presentare ad un colloquio di lavoro, e in generale nella vita.
Tramite la puntualità stai comunicando:

  • quanto tieni al lavoro;
  • la tua capacità di organizzazione;
  • la fiducia che gli altri possono riporre in te.

Se tu arrivassi in ritardo ad un mio colloquio di lavoro probabilmente ti scarterei o dovresti davvero dimostrarmi di essere il migliore.
Però sai qual è la differenza? Che potresti imparare a diventare un programmatore o un venditore migliore, ma non sapresti migliorare la tua puntualità. La gente non impara ad arrivare puntuale al lavoro. Chi arriva in ritardo arriverà in ritardo anche due anni dopo.

Ad ogni modo non arrivare 30 minuti prima, non andrebbe bene ugualmente. Dimostreresti di essere un persona ansiosa e che non è in grado di organizzarsi bene. Arriva 5 minuti prima. Sempre.

Se ti dovesse capitare di tardare almeno fai uno squillo prima che giunga l’ora dell’incontro, tipo 20 minuti prima dicendo che stai tardando e spiegando il motivo. Spesso le persone che arrivano in ritardo non avvisano neppure e innervosiscono il datore di lavoro.

2. L’abito non fa il monaco, o quasi.

Lo dico tutti ai miei clienti a cui devo spiegare come si comunica online: l’abito fa il monaco.

La realtà è spregevole, ma è questa, noi siamo continuamente abituati ad etichettare le persone in base a come le vediamo.
Mi dispiace non poterti dire che la gente ti giudica in base alle tue potenzialità, anche io vorrei un mondo così, ma non è il nostro mondo attuale. Noi giudichiamo attraverso i vestiti.

E devo essere onesto, la maggior parte delle volte che mi si presenta una persona mal vestita ha sempre qualcosa che non va, per esempio non è puntuale, sbaglia ripetutamente un compito…
Peraltro nei primi 8 secondi in cui incontriamo per la prima volta una persona ci facciamo una prima impressione. Non esiste una seconda impressione, quindi è tuo compito fare una buona prima impressione.

In effetti non so se ne sei a conoscenza ma si dice che tu diventi quello che indossi. Ho letto molti libri di vendita anni fa e insistevano sul vestirsi bene non tanto per apparire, ma per iniziare a credere e diventare qualcuno.

Se ti vestissi con i pantaloni sotto il sedere probabilmente diventeresti con più facilità un fattone. Difficile che accada ad uno in giacca e cravatta. Ci avevi mai pensato?

Quindi come ti devi vestire? Dipende dall’azienda in cui ti trovi, non necessariamente urgerà indossare un abito. Prima di presentarti al colloquio di lavoro cerca di scoprire chi sono i tuoi colleghi andando sulla pagina Facebook aziendale.
Sicuramente non indossare:

  • pantaloncini corti;
  • felpe con il cappuccio;
  • indumenti sporchi;
  • tuta da ginnastica;
  • abiti stravaganti.

La camicia è sempre un must, cerca solo di abbinarla in modo corretto per non far sanguinare il naso al tuo interlocutore.

3. Niente piercing

Se stai per entrare in un centro sociale il piercing e il dilatatore vanno benissimo, magari anche accompagnati dai capelli rasta. Se sei ad un colloquio di lavoro ti prego non indossare nulla di tutto ciò. Assolutamente banditi tutti i tipi di piercing, non sono mai visti di buon occhio. Quanto meno nascondili per il primo mese se non riesci proprio a toglierli al lavoro, ma ti assicuro che verrai giudicato.
Ti consiglierei di non tenerli proprio.
I piercing ti stanno bene se sei un tatuatore. Nessun offesa, ti sto parlando come recruiter, come amico ti dico che non mi importa quanti piercing hai e ti voglio bene lo stesso.

4. Il curriculum

Non sai quante volte ero seduto alla scrivania dei colloqui e mi sono visto arrivare ragazzi senza il loro curriculum, a me personalmente poco importa, la maggior parte delle volte il curriculum non lo leggo ma i miei colleghi lo fanno.

Lo sai come si realizza un curriculum efficace per trovare lavoro? 🙂

Come dicevo, per i miei colleghi è importante che si arrivi con il curriculum. Onestamente non so il perchè visto che presumibilmente lo hanno già letto e ti hanno dato l’appuntamento perchè ha funzionato. Ad ogni modo portalo, te lo chiederanno e vorranno leggerlo, e loro diranno che non lo hanno con sè (giuro non li capisco).

Evita di consegnarlo tutto stropicciato, porta uno zainetto e tienilo con cura dentro una cartellina, ci sono tanti modi per proteggerlo, ma non presentarti con il foglio svolazzante, non fa bella figura.

5. Attento a quello che dici

Il colloquio di lavoro è un momento di totale agitazione soprattutto per i ragazzi più ansiosi e per quelli che ne hanno fatti ancora pochi. In fondo tutte le cose diventano più semplici dopo che le ripeti tante volte. Così anche il colloquio.

Durante un momento d’agitazione (ma non solo) è facile dire stupidaggini.
Questo è un momento importante e decisivo per la tua futura posizione all’interno dell’azienda. Come ti poni cambia totalmente la percezione delle persone, quello che dici è la chiave per entrare a far parte del loro team o per essere brutalmente cestinato in un batter d’occhio.

Usa una dialettica corretta e consona agli argomenti. Non essere in alcun modo esuberante o risulterai antipatico.
Se ti capita di fare un colloquio con più persone rivolgi l’attenzione a tutti coloro che ti stanno parlando e non ti sopravvalutare elogiando le tue formidabili capacità. Cerca di rimanere con i piedi per terra, sarai più apprezzato e voluto.
Ricorda che stai cercando un posto come dipendente, se vuoi dire la tua apri un’azienda e fai come meglio credi.
In effetti questo è il motivo per cui non sono più un dipendente.

Parlare di soldi ad un colloquio di lavoro? Beh qui ci devo scrivere un intero articolo. Segui il blog per rimanere aggiornato.

6. Sii preparato alle domande classiche

Ormai il colloquio di lavoro è diventato un momento in cui sprigionare le domande più assurde, ma ce ne sono alcune classiche che ripetono un po’ tutti i datori di lavoro.
Una delle più frequenti è: “Come ti vedi fra 5 anni?”
Questa è una domanda a trabocchetto, infatti se pensi di rispondere qualcosa come “A capo della mia azienda.” sai per certo che non verrai scelto per entrare nel loro team.
Durante il colloquio di lavoro devi cercare di essere empatico ed entrare nella testa di chi hai di fronte, farti una domanda simile equivale a dire “Te ne andrai fra 5 anni?” e tu gli hai appena risposto di sì.
Loro cercano un lavoratore da inserire nel team nella speranza che sia a tempo indeterminato. Nessuno vorrebbe sprecare il tempo ad insegnare a più persone sempre lo stesso mestiere.
Dai loro sicurezza con le tue risposte, cerca di esitare il meno possibile e rispondi velocemente in modo corretto.
Ricorda che ci sono domande come “Hai il ragazzo?” che entrano nel personale e alle quali non dovresti rispondere, per capire se sei pronta a rimanere incinta qualora tu sia una ragazza. Purtroppo non puoi evitare di rispondere, ma puoi imparare a fare il loro gioco. Ci sono un sacco di recruiter che giocano in modo scorretto, quindi gioca in modo scorretto anche tu.

7. Studia l’azienda di riferimento

Se hai seguito tutti i 6 consigli di prima sei a buon punto, ma se ti fanno domande e non sai nulla dell’azienda in cui ti trovi è un pessimo risultato. Lo so che stai inviando il curriculum a destra e a manca e a te importa solo trovare lavoro. Ma se un’azienda ti chiama hai il dovere quantomeno di informarti su chi ti sta chiamando e arrivare preparato.

Non c’è niente di più brutto di non sentirsi considerati e valorizzati. Immagina di un essere un ragazzo che ha un appuntamento con una ragazza, vi sedete ad un tavolo e tu inizi a parlare. Ad un certo punto della conversazione lei dice “Mi sono confuso con un altro.” Brutto per essere ad un primo appuntamento. Sarebbe brutto anche dopo.

Informati sempre sull’azienda che ti ha ricevuto, in fondo lei ti sta dedicando il suo tempo che ha del valore e tu già per questo dovresti ringraziarla. Inoltre arrivando preparato dimostrerai che ti importa e spesso ti aiuterà a comprendere meglio com’è strutturata e a valutare per davvero se è il caso di lavorarci oppure no. In fondo non è detto che se l’azienda ti scelga deve necessariamente andarti bene. Questo è un accordo tra le tue parti, anche tu devi sceglierla. So che non c’è lavoro in questo periodo e che non è il caso di fare lo schizzinoso, ma penso tu abbia una dignità. Il discorso vale un po’ meno se devi sfamare la tua famiglia e hai assolutamente bisogno di qualsiasi lavoro possibile.

La comunicazione non verbale durante un colloquio di lavoro

Un buon esaminatore è in grado di valutarti non solo per quello che dici, ma per come lo dici e come ti atteggi.
Premettendo che la comunicazione non verbale è di estrema importanza in qualunque momento tu comunichi, lo diventa ancora di più quando un recruiter deve valutarti.
Innanzitutto devi imparare a gestire l’ansia da colloquio di lavoro, che spesso ci condiziona in tutta la comunicazione non verbale, successivamente ti basterà mette in atto i seguenti consigli:

  • parla lentamente;
  • uso un tono di voce calmo;
  • non essere cupo ma sii sorridente (senza sembrare falso);
  • stai seduto composto;
  • non giocherellare con le dita;
  • non masticare chewing gum;
  • guarda negli occhi l’interlocutore (senza fissarlo troppo);
  • stringi la mano in modo deciso;

La comunicazione non verbale rappresenta il 70% della comunicazione, ciò vuol dire che quello che dici è rilevante solo al 30%! Preoccupati tantissimo di tutto quello che è il tuo modo di essere, il tuo atteggiamento.

Diventa un venditore

Quando insegno ai ragazzi come trovare lavoro e fare un colloquio di lavoro eccellente spiego che è come essere un venditore.
Un venditore ha il compito di vendere un prodotto, ti è mai capitato di trovare un venditore impacciato a mostrare i benefici del prodotto che ti sta mostrando? Non vorrai mica essere come lui.
Eppure durante un colloquio di lavoro tu stai vendendo te stesso, mostrando le tue abilità e qualità, quindi non è forse la stessa cosa?
Ecco perchè diventa fondamentale immaginare di essere un venditore e applicare le stesse tecniche di vendita.
Se ti limiti a rispondere a monosillabi devi solo sperare di avere abilità che nessuno ha, oppure devi imparare a venderti meglio degli altri.

Diventa un venditore e vendi te stesso.

Conclusioni

Facciamo un riassunto di quello che hai appena letto, così se ti è scappato qualcosa lo rileggi ora.
Per fare un colloquio di lavoro davvero bene devi rispettare i 7 consigli che ti ho dato:

  • arriva 5 minuti prima dell’appuntamento;
  • vestiti bene;
  • togli i piercing se li hai;
  • porta il curriculum con te;
  • rifletti su quello che dici;
  • preparati le risposte alle domande classiche;
  • studia l’azienda in cui ti stai andando.

Ricordati sempre di entrare in empatia e simpatia con il tuo interlocutore, se fai bella figura al primo colpo il posto di lavoro è tuo.

E tu hai qualche consiglio da dare in base ad esperienze già vissute? Fammelo sapere qui nei commenti.

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